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// Homepage : Terapie di Gruppo Psicodramma : Introduzione allo Psicodramma

                 

            

            

INTRODUZIONE ALLO PSICODRAMMA

 

Dr. Massimo Ventura - Psicologo Psicoterapeuta Bologna

 

Il Gruppo, nell’ottica psicoterapeutica, ha interessato vari modelli teorici?
 

La matematica ci insegna che per un punto dello spazio possono passare infinite rette. Ora, probabilmente il concetto di infinito mal si adatta alla scienza psicologica che pure cerca di scoprire le - se non infinite - molteplici sfumature dell'animo umano, ma possiamo ugualmente paragonare il concetto terapeutico di "gruppo" a quel punto sospeso nello spazio, punto cui molte e diverse teorie psicologiche si sono rivolte, a volte specificamente, altre come per una diversa applicazione del modello teorico di partenza.
Così, ad esempio possiamo parlare della gruppoanalisi, nata originariamente dal tentativo di allargare i concetti della psicoanalisi alla struttura del gruppo, come esemplificato dai lavori in proposito di Bion e Foulkes.


Ugualmente possiamo accennare al modello rogersiano (dal nome del suo creatore, C. Rogers), che, pur avendo come punto di riferimento un modello di intervento centrato sulla persona del paziente, pure si avvale della struttura del gruppo come contenitore. O a quello sistemico relazionale di Watzlawick, che pur intervenendo principalmente, ma non solo, a livello familiare, vede nel gruppo la replica di una rete di interazioni socio affettive.


Anche i teorici del modello cognitivo comportamentale, pur partendo da differenti paradigmi osservativi, sono arrivati ad utilizzare una loro metodologia gruppale che trova la propria applicazione in determinati campi della psicopatologia.
Tutti questi modelli, compresi i moltissimi che non vengono qui citati per esigenza di spazio e semplificazione, hanno in comune un'applicazione del modello teorico originale alla realtà del gruppo.

 

Come si arriva allo Psicodramma, Terapia di Gruppo nata già all’interno di una realtà gruppale?


Esistono tuttavia approcci  che sono nati già "dentro" una realtà gruppale e che solo successivamente hanno realizzato di poter utilizzare il gruppo come strumento terapeutico, andando oltre l’uso iniziale che se ne faceva.


E' il caso, ad esempio, dello psicodramma, denominazione con la quale in questa sede si fa riferimento allo Psicodramma Classico Moreniano, dal nome del suo ideatore Jacob Levi Moreno.

Lo Psicodramma Classico nasce, si potrebbe quasi dire casualmente, dalle esperienze di  Moreno - medico e psichiatra di origine rumena, allievo  durante gli studi universitari di Freud,  trasferitosi poi negli Stati Uniti - il quale pur essendo, appunto, contemporaneo di Freud e vivendo quindi all'epoca del fermento culturale viennese dovuto all'ingresso della Psicoanalisi nel mondo scientifico, pareva non avere, almeno inizialmente, alcuna ambizione di collegarsi a un qualche progetto terapeutico e, tantomeno, di crearne uno proprio.


La sua passione per il teatro lo aveva inizialmente portato a fondare lo "Stegreiftheatre" (Teatro dell'Improvvisazione) e fu proprio nel corso di questa esperienza che gli apparvero per la prima volta in tutta la loro evidenza le grandi potenzialità terapeutiche della recitazione spontanea.


Paradigmatico in tal senso fu per lui il caso di una attrice della sua compagnia teatrale, tale Barbara, di cui egli stesso parla nei suoi scritti, la quale, secondo le testimonianze del marito, a casa diventava un angelo se sulla scena aveva la possibilità di interpretare ruoli per così dire "da cattiva", mentre aveva atteggiamenti "da strega", se sulla scena doveva interpretare ruoli femminili più delicati ed angelici.


Moreno fu colpito da questo strano fenomeno di "abreazione scenica" - ovvero la possibilità di agire sulla scena, quindi in luogo neutro, dei comportamenti che per  Barbara  risultavano evidentemente liberatori di una parte di se stessa.


Da qui, a quanto è dato sapere, ebbe inizio il rapporto epistolare tra  Moreno e Freud, che però, pur condividendo l'idea dell'esistenza di un mondo interiore non cosciente - l'inconscio, appunto - approdarono ad opposte metodologie di lavoro.

Quale differenza fondamentale esiste fra l’approccio terapeutico dello Psicodramma  e quello della Psicoanalisi?

Dove Freud bloccava in terapia l'azione (acting out), a favore di una "cura della parola" che permettesse una elaborazione mentale cosciente dei vissuti, Moreno liberava invece sulla scena l'azione, che solo successivamente poteva così essere rielaborata dal soggetto scenico come proprio agito e vissuto.


Se per Freud quindi il pensiero "laterale", il lapsus ed infine il sogno erano la via maestra per il mondo interiore del soggetto, per Moreno invece proprio l'azione, e quindi il corpo, in un ambiente simbolico e protetto, costituivano la via per l'inconscio.


In quest'ultimo caso, allora, gli attori di volta in volta diventavano i  narratori della loro storia, mentre gli altri membri del gruppo agivano sulla scena la narrazione portata dal protagonista della storia di quel momento. Da qui in poi la metodologia moreniana andò sempre più affinandosi perdendo sempre più il connotato di "teatro" e divenendo una terapia "in gruppo e del gruppo".
Non a caso Moreno, lo ricordiamo, fu infatti il primo, storicamente, a parlare di "Psicoterapia di Gruppo", creando con lo Psicodramma, una delle forme di terapia di gruppo più conosciuta e praticata.


Dr. Massimo Ventura
Psicologo Psicoterapeuta -
 Bologna

         

            

Psicodramma Bologna

 

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