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AGORAFOBIA

 

Dr. Antonio Grande - Psicoterapeuta Psicologo Bologna

 

 - Cosa si intende per agorafobia?
 - Quali sono le situazioni temute?
 -
Quali sono i pericoli temuti in queste situazioni?
 - Come ci si difende da questi pericoli?


Il termine agorafobia indica etimologicamente “paura della piazza”, quindi paura degli spazi aperti.
Nella realta' si assiste ad un’estensione del significato originario del termine a tutte le situazioni in cui il soggetto teme di sentirsi male lontano da casa, dove la propria abitazione viene generalmente vissuta come rifugio e luogo sicuro.

L’agorafobico infatti non teme solo la strada aperta: egli puo' temere di trovarsi in mezzo alla folla, di fare la coda davanti ad uno sportello, di andare allo stadio, a teatro, al ristorante, al supermercato. Puo' aver paura di viaggiare in treno, in automobile e pure in aereo. Molte donne riferiscono un’intensa paura di recarsi dal parrucchiere. Altrettanto vale per il dentista. Tutte situazioni, queste, che certo sarebbe azzardato definire collocate in spazi aperti, per cui due sono gli elementi rilevanti che emergono da questo breve elenco di luoghi fobici: in prima istanza, riferendosi al fattore “folla”, si deduce che uno spazio di per se' neutro e' come se acquistasse una valenza terrifica per il solo fatto di essere popolato da gente (non a caso i pazienti riferiscono un alleviamento di pena nel trovarsi, per esempio, in un ristorante poco frequentato o in un treno poco affollato).

Il secondo elemento e' che i luoghi raccolti, teoricamente piu' rassicuranti per l’agorafobico, sono in realta' altrettanto temuti qualora impediscano all’individuo, in caso di malore, di fuggire per rifugiarsi a casa il piu' presto possibile.
E’ proprio questa peculiare sensazione di impedimento che rende chiaro come sia possibile superare l’artificiosa distinzione spazi chiusi/aperti indicando piuttosto con il termine agorafobia la paura di situazioni senza via d’uscita, ovvero senza possibilita' di fuga rapida e rapido ritorno a casa.

Infatti cosa teme  l’agorafobico che possa accadergli in queste situazioni ?

Di perdere il controllo. Di sentirsi male. Di svenire. Di essere colpiti da un infarto cardiaco e di rimanere privi di aiuto in pubblico.
In una parola di morire, anche se, a volte, la paura della morte imminente e' una paura che rimane sotto al livello di coscienza, prevalendo una generica sensazione, pesante ma confusa, di allarme e pericolo.
Quanto piu' e' prossima la sensazione di “venir meno, tanto piu' il soggetto si avvicina al panico, che e' un vissuto parossistico di paura, terrore e minaccia per la propria incolumita', accompagnato da una vera e propria “tempesta somatica” (sudorazione, palpitazione, senso di soffocamento, vertigine, tremore, sentimento di irrealta').

Oltre al mettere in atto le condotte di evitamento, che significa limitarsi a percorsi definiti nella migliore delle ipotesi e nella peggiore chiudersi letteralmente in casa, il soggetto mette in atto le condotte di rassicurazione (per esempio uscire portandosi dietro boccette di ansiolitici). Tra queste, tuttavia, la piu' efficace e diffusa, ma anche quella maggiormente carica di complicazioni e implicazioni negative, consiste nel farsi accompagnare da qualcun altro, un genitore, un amico, un parente, per lo piu' il coniuge e comunque una persona familiare, fidata, di cui alla fine non si puo' fare a meno.
 

Dr. Antonio Grande: Opera a Bologna dal 1980. Laureato in Psicologia (Univ. Padova) ed in Pedagogia (Univ. Bologna), ha seguito una prima formazione post-universitaria in Riabilitazione e Psicoterapia del Linguaggio e poi, sviluppando e approfondendo i propri interessi, Specializzazioni e Formazioni, al minimo quadriennali, in Psicoterapie Dinamiche Brevi, in Psicoterapia Ipnotica, in Psicoterapia Psicoanalitica e in Consulenza Sessuale e Sessuologia Clinica. Già direttore del Centro di Psicologia Applicata, è attualmente direttore del Centro Studi di Psicoterapia "Arca" e direttore scientifico della Rivista di Psicologia Psicoterapia e Sessuologia "ARCA ".

 

      Vedi anche:

Per approfondimenti: 
CLICCA QUI' ed entra in "Agorafobia. La fobia delle situazione senza uscita" (sez. Psicoanalisi)
            

 
 

 

 

In questo articolo si è parlato di: Agorafobia, Paura degli spazi aperti, Paura della folla, Paura di viaggiare, Bisogno di fuga, Paura di perdere il controllo, Paura dell'infarto, Paura di morire, Sudorazione, Tachicardia, Senso di soffocamento, Vertigini, Sentimento di irrealtà, Condotte di evitamento.

 

 

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