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 I DISTURBI ALIMENTARI

 

 - Cos'è il disturbo da alimentazione incontrollata?
 - Cos'è la bulimia nervosa?
 -  Cos'è l'anoressia nervosa?
 - Quali sono i criteri per valutare la presenza di un disturbo alimentare?
 - Qual è la prognosi e quale trattamento scegliere?

 
Iperfagia, disturbo da alimentazione incontrollata, bulimia.... :
nomi della quotidianita', cosa sono?

Le modalita' attraverso cui questi disagi si esprimono sono il cibo.
La persona che soffre mette in scena il proprio dramma interiore utilizzando proprio il cibo: una sostanza facilmente reperibile.
Chi soffre fa cose inspiegabili a se stesso e agli altri: si abbuffa o lo rifiuta lasciando i famigliari e se stesso impotenti e attoniti.
Questo disagio e' paradossalmente l’unica risposta che la persona e' riuscita a trovare in un momento di crisi della propria vita.
E’ la soluzione che ha trovato a un dolore a cui non riusciva a trovare le parole per descriverlo e che comporta poi ulteriore sofferenza.
Chi sta male agisce il proprio caos, anche se diversi sono i motivi che abitano questa sofferenza.

E’ importante che il soggetto possa trovare una strada per accedere alle proprie emozioni, ai propri veri sentimenti, per far parlare il dolore.
Per permettere al dolore di trasformarsi in qualcosa d’altro.
E’ importante che possano esserne scoperti i motivi e che la persona trovi altre strategie per dare risposte piu' felici, sfogliando la propria sofferenza attraverso la consapevolezza dei veri bisogni, sdrammatizzando le angosce lungo il cammino, per ritrovare il filo interrotto della propria crescita e maturazione, che e' la sola vera speranza di benessere e quando possibile, anche di felicita'.

DOMANDE E RISPOSTE DAL DSM IV

Cos’e' il Disturbo da Alimentazione Incontrollata?

Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata viene diagnosticato in persone che di solito soffrono di soprappeso e che manifestano i seguenti sintomi.

• Abbuffate oppure frequenti pasti o spuntini nel corso della giornata.
I pasti possono essere piu' o meno consistenti, ma si susseguono in continuazione.

• Assenza di vomito autoindotto, quindi le persone che soffrono di Disturbo da Alimentazione Incontrollata tendono con il passare dei mesi e degli anni ad evolvere verso forme di obesita' di grado variabile.
• Presenza di un senso di vergogna per il fatto di non riuscire a controllare la propria alimentazione.

 

Cos’e' la Bulimia Nervosa?
Per diagnosticare una Bulimia Nervosa ci deve essere la presenza contemporanea di alcune caratteristiche patologiche.

• Abbuffate con frequenza almeno settimanale, in cui la quantita' di cibo consumata e' decisamente superiore a quella che la maggior parte delle persone consuma in singoli pasti. Una abbuffata di solito si accompagna alla sgradevole sensazione di non riuscire piu' a fermarsi una volta che si e' iniziato a mangiare.
• Presenza di comportamenti rivolti a compensare le abbuffate e ad impedire il conseguente aumento di peso: tra queste il vomito autoindotto, l’abuso di farmaci lassativi e diuretici, l’attivita' fisica esagerata.
• L’autostima e la fiducia in se stessi sono legate esclusivamente all’aspetto fisico e al peso corporeo.
• Assenza di una diagnosi preesistente di Anoressia Nervosa e assenza di grave sottopeso.

 

Cos’e' l’Anoressia Nervosa?

Per diagnosticare una Anoressia Nervosa ci deve essere la presenza contemporanea di alcune caratteristiche patologiche.

• Amenorrea (assenza del ciclo mestruale) da almeno tre mesi.
• Rifiuto di mantenere il proprio peso ad un livello minimo di almeno l’85% del peso previsto sulla   base delle proprie caratteristiche costituzionali.
• Forte timore di recuperare il peso perduto anche in presenza di una evidente denutrizione.
• Estrema preoccupazione per il proprio peso ed il proprio aspetto fisico, associata al bisogno ossessivo di controllare la forma ed il peso, anche a costo di danni fisiologici evidenti.

La Anoressia Nervosa si sviluppa a partire da una rigida osservanza di una dieta ferrea che comporta la riduzione delle quantita' e delle qualita' degli alimenti assunti e talora l’abolizione dei pasti.
Con il progredire della malattia, quando non e' più possibile tollerare la fame prolungata, di solito si verificano le prime abbuffate.
A questo punto molte persone iniziano ad indursi il vomito, ad assumere farmaci lassativi e/o diuretici oppure ad effettuare lunghe sedute di fitness nel tentativo disperato di continuare a controllare il proprio peso nonostante le abbuffate.
Un Indice di Massa Corporea inferiore a 17,5 è sicuramente un segno di sottopeso particolarmente sospetto soprattutto se questo non puo' essere spiegato dalla presenza di malattie di altro genere.

E se non rientra in nessuna delle categorie di cui sopra, pur avendo un disordine alimentare?

Cosa sono i Disturbi Alimentari Atipici?
Oltre ai classici disturbi alimentari:
Bulimia Nervosa
• Anorresia Nervosa
• Disturbo da Alimentazione Incontrollata

esistono molti altri quadri clinici che non presentano esattamente i criteri per diagnosticare un disturbo specifico.

Il criterio per valutare la presenza di un disturbo alimentare (anche se atipico) e' l’atteggiamento che una persona ha nei confronti del suo peso e del suo aspetto fisico.
Quando una persona passa la maggior parte del suo tempo a preoccuparsi per la forma ed il peso del suo corpo o fa dipendere la sua autostima dall’aspetto del suo corpo, ha probabilmente un qualche tipo di disturbo alimentare.

Disturbi alimentari: quale prognosi?

Una valutazione complessiva degli studi sull’anoressia nervosa ha rilevato che “il 43% dei soggetti guarisce completamente, il 36% migliora, il 20% sviluppa un disturbo cronico dell’alimentazione e il 5% muore a causa dell’anoressia nervosa.”

• Fattori prognostici positivi comprendono: una giovane eta' all’insorgenza ed un intervallo breve tra insorgenza dei sintomi e inizio del trattamento.

• Fattori prognostici negativi comprendono: vomito, bulimia, notevole perdita di peso, cronicita' e storia premorbosa di anomalie di sviluppo o di altri problemi clinici.
Il rapporto di mortalita' è stato stimato maggiore di circa 3 volte per i decessi collegabili ai disturbi dell’alimentazione rispetto a quelli derivanti da altre patologie psichiatriche.

Quale trattamento scegliere?                                                                

Alcuni rilevanti studi recenti hanno confrontato l’efficacia dei diversi trattamenti psicoterapici della bulimia, evidenziando come non esistano “differenze significative nell’astensione dagli abusi alla fine del trattamento”, questo nei differenti approcci terapeutici (terapia cognitivo comportamentale, psicoanalitica…).

Al momento attuale non e' dunque possibile affermare che una terapia sia in assoluto più giusta di altre e non esiste, quindi, un unico protocollo a cui fare riferimento.

Questo viene a intersecarsi con il fatto che i disturbi alimentari hanno diverse forme ed e' fondamentale poter fare un’accurata diagnosi iniziale al fine di potere indicare tempestivamente a ciascun paziente il trattamento psicoterapico più idoneo.

Tenendo conto dei diversi aspetti della malattia, tale intervento dovra' inserirsi, quando occorre, in un quadro piu' vasto di interdisciplinarieta', che comprenda naturalmente l’aspetto psicofarmocologico, internistico, ecc..             
                                                                                                          
Per approfondimenti:
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In questo articolo si è parlato di: Iperfagia, Disturbi da alimentazione incontrollata, Bulimia, Anoressia, Abbuffate, Vomito autoindotto, Obesità, Autostima, Amenorrea, Controllo ossessivo del peso, Terapie cognitivo-comportamentali, Terapie psicoanalitiche.

 

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