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EIACULAZIONE PRECOCE

a cura del Dott. Antonio Grande - Sessuologo Bologna

 

 - Come si definisce l'eiaculazione precoce?
 - Quale ne è il decorso?
 - Quali le cause psicologiche principali?
 - Quali le cause organiche?
 - Esistono terapie farmacologiche dell'eiaculazione precoce?
 - Come si può curare l'eiaculazione precoce

 

 

 

 

DEFINIZIONE DEL DISTURBO

 

 

Questo disturbo e' caratterizzato da “una persistente e ricorrente insorgenza di orgasmo ed eiaculazione a seguito di una minima stimolazione sessuale prima, durante o subito dopo la penetrazione e prima che il soggetto lo desideri” (DSM IV American Psychiatric Association).

Questa definizione prende in considerazione i tre parametri fondamentali del disturbo:

• la persistenza e ricorrenza,
• la brevita' della stimolazione necessaria affinche' si presenti la fase dell’eiaculazione
• il fatto che il soggetto che ne soffre vorrebbe poter posticipare l’eiaculazione ma non riesce.

Quest’ultimo parametro riprende il criterio indicato dalla H. S. Kaplan che rimane a tutt’oggi centrale per la comprensione del disturbo, cioe' il fatto che l’uomo che presenta questo problema sente di non avere un sostanziale controllo dell’eiaculazione, che si presenta come un evento subito, piuttosto che ricercato.

Questo criterio cerca, ad esempio, di rendere conto del fatto che due persone, se molto eccitate, possono voler concludere il loro rapporto sessuale in pochissimo tempo senza che l’uomo percepisca questo come una perdita del controllo dell’eiaculazione e, come parallelamente, un uomo, che riuscisse a controllare la precocita' con artifizi vari, quali ad es. concentrarsi su scene antilibidiche, procurarsi del dolore in qualche modo, ad. es. mordendosi le labbra, ecc., se anche riuscisse nel suo intento, manterrebbe la consapevolezza di non avere un reale controllo sull’eiaculazione.

“I criteri di valutazione della possibilita' di controllo sono dati poi dallo studio dei fattori che influenzano la durata della fase di eccitazione, cioe' la fase del ciclo della risposta sessuale  maschile che corrisponde sostanzialmente all’erezione, come l’eta', l’eventuale novita' del partner o della situazione e la recente frequenza dell’attivita' sessuale” (DSM IV).

Sul piano clinico distinguiamo poi un’eiaculazione precoce primaria, quando il problema si presenta fin dalle prime esperienze sessuali, e un'eiaculazione precoce secondaria, quando invece si presenta dopo un periodo variabile di normalita' sessuale.

Quest'ultima distinzione è piuttosto importante, in quanto il suo disconoscimento può portare ad accertamenti diagnostici inutili o alla mancata prescrizione degli stessi quando invece sarebbero opportuni, e, cosa più grave, a prescrizioni terapeutiche errate.

DECORSO

“Tipicamente l’EP viene osservata in uomini giovani ed e' presente fin dai loro primi tentativi di rapporto sessuale.”

• Un certo numero di uomini può presentare qualche problema nel controllo dell'eiaculazione all'inizio della vita sessuale, ma col tempo alcuni imparano a ritardare l'eiaculazione, mentre altri continuano ad eiaculare precocemente  e, se non trattati, continueranno a farlo per tutta la durata della loro vita sessuale.

• Alcune persone riescono a ritardare l’eiaculazione nell’ambito di una relazione stabile, ma vanno nuovamente incontro ad eiaculazione precoce quando hanno un nuovo partner” (DSM IV).

• Quando il disturbo esordisce dopo un periodo di funzionamento sessuale adeguato, bisogna tener presente l’eventualita' di una problematica organica sottostante anche se il contesto e' spesso invece quello di una diminuita frequenza dei rapporti sessuali,”di intensa ansia di prestazione con un nuovo partner o di una perdita di controllo sull’eiaculazione legata alla difficolta' nel raggiungere o nel mantenere l’erezione” (DSM IV), configurandosi, quindi, in quest’ultimo caso, il quadro di una disfunzione erettile e non quello di una eiaculazione precoce.

CAUSE PSICOLOGICHE PRINCIPALI

In quest’ambito si collocano le cause dell’EP legate ai problemi incontrati dall’individuo nel corso dello sviluppo psicofisico dei primi anni di vita, rivestendo notevole importanza le interazioni con le figure parentali, la madre e il padre in primo luogo.

Questi problemi, nei limiti delle risorse del bambino e dell’ambiente, hanno trovato all’epoca soluzioni che nella realta' dell’adulto sono pero' alla base di comportamenti disfunzionali, quali appunto l’EP.

In questo ambito sono stati ipotizzati alla base del disturbo: ambivalenza (Freud), problemi nella fase orale dello sviluppo (Bergler), ecc.

Fra gli aspetti psicologici delle problematiche sessuali che, sebbene in misura diversa, hanno in comune fra loro la difficolta' a relazionarsi con il corpo dell’altro e a vivere tranquillamente il piacere, E.P. compresa, non possono non rivestire importanza i problemi legati al processo di separazione dalla madre e dall’ambiente familiare.
Questo tipo di problematica sessuale ha poi fatto anche pensare, che il corpo del bambino che da adulto diventera' un eiaculatore precoce, abbia ricevuto, in qualche modo, un’iperstimolazione involontaria da parte dell’adulto, non s’intende naturalmente in senso sessuale, ma generico, che abbia poi dato esito ad un vissuto di difficolta' a liberarsi del corpo dell’altro, difficolta' che, nel ”corpo a corpo sessuale”, si concretizza poi nella tendenza a “mollare”, a liberarsene, appunto, precocemente.

Si e' sottolineato poi il ruolo svolto nella determinazione dell’EP della difficolta' a sostenere il vissuto emozionale, a “stare”, per cosi' dire, sulle emozioni e sulla tendenza a liberarsene piu' che a tenerle.

Un certo ruolo puo' aver avuto in questo l’atmosfera familiare in cui e' cresciuto il bambino, circa la possibilita' di vivere le emozioni e il confronto con esse.

Non bisogna poi dimenticare che per rimanere nel corpo di una donna bisogna, in qualche modo, avere la convinzione di essere ben accetto e questo non sempre nella fantasia interna dell’uomo e' scontato, fantasia che naturalmente non ha niente a che fare con la effettiva disponibilita' della compagna. Oltre a cio', rapporti di coppia in cui predominano aspetti negativi, quali il rifiuto del partner, ostilita' e lotte di potere, non facilitano certamente il necessario abbandono dell’uomo nel corpo della donna.

Nella nostra esperienza,  però, situazioni di questo ultimo tipo, piu' che creare ex novo il problema della precocita', contribuiscono a mantenerlo, impedendo alla coppia di trovare la via per risolverlo o cristallizzano magari una tendenza alla precocita' che in condizioni più favorevoli sarebbe stata superata.

Bisogna tener conto per altro che, nella pratica clinica, il miglioramento delle relazioni all’interno di una coppia, spesso non comporta affatto un miglioramento automatico della precocita', che richiede, in genere, un intervento suo specifico.

I pionieri della terapia sessuale, Masters e Johnson, sottolinearono, a loro volta, il ruolo di iniziali esperienze sessuali traumatiche nella genesi della precocita' sessuale.

In ultimo, non si puo' naturalmente dimenticare che, anche in questo disturbo, l’ansia da prestazione puo' fare la sua parte, come causa immediata e situazionale.

L’osservazione che un training sessuale, individuale e/o di coppia, condotto all’interno di una terapia sessuale effettuata da un terapeuta esperto, conduce di norma al miglioramento del controllo volontario sul riflesso dell’orgasmo e al superamento della precocita', portò la H. S. Kaplan a ipotizzare che la difesa percettiva dell’individuo nei confronti delle proprie sensazioni erotiche, motivate dalle cause suesposte e da altre ancora ipotizzabili, fosse alla base del mancato apprendimento del controllo volontario sul riflesso eiaculatorio e quindi dell’eiaculazione precoce.

L’osservazione clinica, non cosi' infrequente, per cui un soggetto puo' passare da un disturbo all’altro, ad esempio dalla difficolta' di raggiungere l’orgasmo, alla precocita', ecc. deve far pensare che l’apprendimento ha sicuramente un certo ruolo, ma che l’aspetto causale piu' generale, che un terapeuta dovrebbe tener presente, e' la difesa dalle sensazioni erotiche, che puo' essere l’esito finale di tante situazioni problematiche.
Per finire poi, ultimamente, si e' avanzata anche l’ipotesi che l’eiaculazione precoce non debba essere pensata come un disturbo, ma come il risultato di un modo di essere piu' generale della persona che la presenta.

CAUSE ORGANICHE

Normalmente l’EP primaria, quella cioe' presente fin dall’inizio della vita sessuale in una persona che non presenta malattie fisiche riconosciute o malformazioni genitali, raramente viene fatta oggetto di indagini e approfondimenti medico-diagnostici prima di cominciare una psicoterapia sessuale, perche' cause organiche ben difficilmente se ne sono trovate.
Il discorso cambia quando la precocita' si manifesta invece in una persona che ha sempre avuto un buon controllo eiaculatorio; gli accertamenti fisici in questo caso sono opportuni, perche' i disturbi possono andare da una semplice prostatite fino ai disturbi degenerativi del sistema nervoso.

Bisogna dire pero' che questi casi sono rari ed e' molto più comune invece trovare casi di eiaculazione precoce secondaria, ad insorgenza cioe' tardiva, in persone non giovani che in realta' soffrono di una disfunzione erettile nella quale la capacita' di eiaculare e' stata mantenuta, o, come si diceva sopra, in situazioni di marcata diminuzione della frequenza dell’attivita' sessuale o di intensa ansia da prestazione in presenza di un nuovo partner.

TERAPIE FARMACOLOGICHE

Non esistono farmaci che curino, nel senso letterale del termine, la forma piu' comune e piu' classica di eiaculazione precoce, cioe' quella primaria, che e' presente fin dall’inizio dei rapporti sessuali nella vita dell’individuo.

La prescrizione di prodotti anestetizzanti, sotto forma di spray o pomate, da applicare sul glande viene ormai, da piu' parti, considerata anacronistica, perche' ben difficilmente ha dato risultati apprezzabili. Lo scopo di diminuire la sensibilita' viene raggiunto al prezzo di perdere insieme anche un po' il piacere, provocando talvolta difficolta' erettive o inducendo una parziale anestesia anche nella partner.

Alcune sostanze come l’alcool o la cannabis, per la loro funzione di depressori della sessualita', possono, assunte in certe dosi, ritardare l’eiaculazione.

Da tempo alcuni tipi di antidepressivi  (Triciclici, SSRI, ecc.) sono stati utilizzati per il loro effetto collaterale di inibire la libido e ritardare quindi  l’orgasmo. Sono farmaci che vanno assunti giornalmente e l’effetto svanisce con la fine della loro assunzione. Nella stessa categoria di farmaci rientra la Dapoxetina  cloridrato, antidepressivo SSRI, inibitore cioè della ricaptazione della serotonina, che da non molto l'industria farmaceutica ha immesso sul mercato come  farmaco "specifico" per la precocità, col nome commerciale  di Priligy. Il vantaggio  rispetto alle precedenti prescrizioni di antidepressivi, che tuttora continuano però ad essere prescritti, è che questo farmaco può essere ingerito non molto tempo prima del rapporto sessuale e non richiede, quindi, un'assunzione giornaliera. Anche il Priligy, i cui risultati controversi non hanno peraltro convinto, come gli altri antidepressivi comporta  naturalmente una riduzione della libido e rientra comunque nel campo dei palliativi che non risolvono il problema e che vanno assunti per tutta la vita.

Nonostante ciò, all’interno di un trattamento sessuologico che si faccia carico del problema della precocita' globalmente, questi farmaci, anestetizzanti o antidepressivi, possono avere momentaneamente una loro utilita', soprattutto in situazioni in cui il paziente non ha una partner fissa ed e' molto angosciato dal problema della precocita' nell’avvicinarsi a ragazze nuove. Vanno eliminati, però, appena il momento critico e' passato, perche' la loro assunzione non permette una terapia efficace della precocita', che richiede invece il pieno vissuto della propria iper-reattività, da controllare progressivamente e risolvere attraverso un adeguato trattamento sessuologico.

TERAPIE SESSUALI

Le terapie sessuali brevi si sono dimostrate molto efficaci nella cura della precocita' e si rivolgono con successo sia al singolo che alla coppia.

Sorvolando sui percorsi “ terapeutici” che si trovano gia' preconfezionati su Internet, il clinico che si occupa di questi problemi, sia egli consulente o psicoterapeuta sessuale, andrologo, ecc, dovrebbe rifuggire dalla tentazione di ricorrere a visite veloci e a facili schematismi interpretativi e terapeutici, fornendo pillole, consigli, ecc. Interventi di questo tipo, come dimostra l’esperienza, rischiano di portare più danno che benefici alle persone che si intendono aiutare.

All’interno di un contesto diagnostico e terapeutico adeguato, l’EP rimane un disturbo che risponde molto bene al trattamento di psicoterapia sessuale e, questa e' una fortuna, considerando che e' anche uno dei piu' frequenti.

 

a cura del Dir. scientifico

Dr. A. Grande - Sessuologo Bologna - c/o Centro Arca Bologna

 

 

Psicologi Psicoterapeuti Sessuologi
c/o Centro ARCA Bologna 

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