Progetto di prevenzione alla violenza di genere:
Un progetto di prevenzione e sensibilizzazione tramite l’educazione affettiva
Dott.ssa Genny Sagona
Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Il mondo d’oggi, soprattutto attraverso i mezzi d’informazione, porta spesso in primo piano la sessualità, con fatti di cronaca, immagini, messaggi di difficile interpretazione, perché parziali ed ambigui, altre volte essi hanno addirittura contenuti fortemente negativi.
Gli adolescenti appaiono sempre più vulnerabili, sia dal punto di vista psicologico che sociale, ragione per cui per una crescita affettiva, invece, è fondamentale che si arrivi non solo ad inquadrare la sfera sessuale in una visione unitaria, ma anche a connotarla positivamente; così da permettere ai ragazzi di sperimentare diverse situazioni di vita senza perdere la propria identità, ed anzi sviluppando capacità critiche di giudizio e di comportamento nei confronti della realtà in cui si trova. Così nel microcosmo della scuola essi devono imparare a conoscersi, a gestire le loro relazioni interpersonali con compagni e docenti, ad affrontare i problemi e gli stress quotidiani, a confrontarsi con l’insuccesso e la frustrazione; n altre parole, devono diventare emotivamente competenti, nel tentativo di raggiungere il proprio benessere personale e sociale, indispensabile per affrontare la vita. La consapevolezza emotiva è la capacità di riconoscere ed etichettare le proprie emozioni e quelle altrui, ma anche la capacità di gestire le emozioni in modo appropriato, di prendere decisioni responsabili, di stabilire rapporti sociali corretti.
Il lavoro presentato è frutto di momenti di ascolto e, soprattutto, di esercitazione, sia personale sia di gruppo e/o di classe.
Queste proposte sono molto importanti perché:
· consentono di gestire le emozioni negative
· mettono l’accento sulla dimensione psicologica e sociale della sessualità,
· permettono di valorizzazione la diversità di genere e valorizzarle
In sintesi, le finalità del progetto sono:
- Favorire la maturazione dell’identità (autostima, fiducia nelle proprie possibilità, sicurezza
e percezione di sé come valore)
- Evitare che le diversità si trasformino in difficoltà e problemi: prevenzione per evitare la formazione di stereotipi e pregiudizi
- Favorire l’affermarsi dei valori relativi alla convivenza civile: rispetto e valorizzazione della diversità di genere, dei ruoli maschili e femminili
- Favorire la formazione della disponibilità a misurarsi e a mettersi in discussione per la costruzione dell’io
Il percorso educativo descritto mette enfasi, principalmente, sulla psicoeducazione emotiva sia nelle prime e seconde classi che nelle terze, per poi svilupparsi sulla comprensione di cosa vuol dire genere, stereotipo, violenza di genere e infine fornire gli strumenti di coping per riuscire a individuarsi e mettere in primo piano i propri diritti; in ultimo vengono forniti degli spunti pratici per costatare se i ragazzi hanno compreso l’argomento.
Durante la psicoeducazione emotiva si discute delle principali emozioni: tristezza, gioia, ansia/paura, rabbia e del loro contenuto mentale, rispettivamente: perdita, acquisizione, pericolo e ingiustizia. Viene, poi, effettuato uno brainstorming chiedendo ai ragazzi le sfumature di ogni emozione e infine sui comportamenti funzionali e disfunzionali per ogni emozione; il tutto con l’aiuto delle carte emotive.
Carte emotive
Alla fine del percorso, dopo avere compreso la differenza tra sesso e genere e il vero significato di violenza di genere, si suggeriscono delle strategie pratiche di coping, tramite le quali applicare delle scelte corrette. Il choice point insegna proprio questo: in base alla situazione che viviamo ad es.. di violenza o bullismo, ai pensieri e le emozioni provate, bisogna fermarsi ad un punto di scelta e sganciarsi dalle emozioni e pensieri bloccanti, poiché lasciarsi agganciare può portare a comportamenti disfunzionali di passività, chiusura, comportamenti autolesivi ecc..
Infine, viene mostrata la carta dei diritti, fondamentale all’interno di ogni rapporto e utile per consentire di manifestare i propri bisogni; nello specifico vengono mostrati i seguenti:
- Diritto di agire allo scopo di garantire la propria dignità, la propria felicità e soddisfazione, di raggiungere i propri scopi e progetti senza violare i diritti degli altri.
- Diritto di chiedere aiuto
- Diritto di chiedere informazioni
- Diritto di dire di no senza sentirsi in colpa
- Diritto di dire non so.
- Diritto di sbagliare.
- Diritto di cambiare idea.
- Diritto di prendersi il tempo necessario prima di dare una risposta.
- Diritto di fare a meno di quello che è il proprio limite dell’umanamente possibile.
- Diritto di avere e manifestare sentimenti ed emozioni.
- Diritto di sentirsi bene con noi stessi indipendentemente dalle condizioni altrui
Viene Ricordato che tanto meno si esercitano i propri diritti, tanto più vanno in estinzione in quanto rinforziamo l’atteggiamento altrui verso di noi e non permettiamo agli altri di farci conoscere. Rinforziamo negli altri, proprio ciò che di loro ci infastidisce.
La parte finale del percorso coinvolge le classi in alcune esercitazioni pratiche in merito alle emozioni provate in relazione con episodi di violenza:
Situazioni di violenza di genere consegnate a tutte le classi:
- Vedi un ragazzo che picchia una ragazza (emozione:..)
- Un tipo /a prende in giro un ragazzo con movimenti femminei, il tuo ragazzo ti mette a confronto con altre persone (emozione:)
- Una mamma dice al bambino che la bambiola è per femminucce (emozione:)
- Nella società le donne non possono occupare posizioni importanti perché possono restare incinte avere poco tempo ecc.. (emozione:)
- Un ragazzo crea situazioni imbarazzanti davanti ad altre persone appositamente (emozione:……)
Le emozioni principali rilevate nella classe pima e seconda sono in ordine: rabbia, tristezza, ansia, paura; nelle terze: rabbia, tristezza, ansia, paura; quindi, prevale in modo significativo il contenuto mentale di ingiustizia percepita (rabbia), successivamente la perdita di autostima e degnità personale (tristezza) e infine il contenuto di percezione di pericolo (paura, ansia).
Infine, in merito al vero significato di una relazione non violenta vengono mostrati alcuni lavori svolti da una seconda e da una terza media.
Lavoro di una 2° media Lavoro di una 3° media

